Il progetto
Il DOC è un Dizionario On line dell'oCcitano medievale, un progetto di ricerca nato da una collaborazione tra la cattedra di Filologia e linguistica romanza e quella di Informatica dell'Università degli Studi di Salerno.
Il DOC raccoglie e registra i vari glossari che fanno da appendice alle numerose edizioni e antologie delle opere medievali in lingua d'oc, in modo da avere una visione organica delle diverse grafie che un singolo lemma può riportare a seconda dei testi in cui compare, e dei diversi mutamenti fonetici e semantici che un lemma può subire nel corso degli anni. Un'opera quindi allo stesso tempo con finalità didattiche e con un elevato spessore scientifico.
L'originalità del progetto consiste nel dar vita a un vocabolario virtuale interattivo, una sorta di "Wikipedia" dell'antico occitano in grado di permettere un'efficace collaborazione fra gli studiosi del settore. Un dizionario in progress, che può essere sempre aggiornato attraverso l'introduzione di nuovi lemmi, nuovi significati e nuove fonti, in modo da creare un'opera che nel tempo diventi sempre più completa e utile alla comunità scientifica di riferimento.
Per questo è stato realizzato un ambiente distribuito che permette ai vari operatori del sistema (ricercatori e studenti) non solo di consultare on line il dizionario ma di contribuire personalmente al suo arricchimento. Tutte le proposte di aggiornamento sono vagliate da una commissione di supervisori, formata da specialisti del settore, che decidono di accettare o respingere gli emendamenti avanzati.
Le varianti grafiche
A differenza dei vocabolari cartacei, il DOC registra tutte le varianti grafiche di un singolo lemma e tutte le voci verbali, con le relative differenze grafiche, di un singolo verbo.
In epoca medievale non esisteva una grafia normalizzata per i fonemi che non esistevano in latino, come i suoni palatali o affricato-palatali: le diverse aree romanze utilizzavano grafemi diversi per lo stesso fonema. Il suono nasale palatale, ad esempio, era reso con ñ in spagnolo, con gn, ngn in italiano antico, con nn, n, gn, ngn in lingua d'oïl, prevalentemente con nh in lingua d'oc e in portoghese, con ny in catalano. L'oscillazione grafica si registra spesso anche all'interno di un singolo testo.
Il termine gaug, che in antico occitano significa "gioia" (dal latino GAUDIUM), ha ad esempio le varianti grafiche gauch, gauc, gauh, guah, gaugz; le forme dell'evoluzione settentrionale sono joi, joy e il femminile joia, ioia, yoia, ioya, joie.
Come si consulta
Ogni variante grafica o fonetica rimanda, attraverso un link, al corrispondente lemma di riferimento, cioè allo stesso lemma graficamente normalizzato secondo il Petit dictionnaire provençal-français di Emil Levy (1909). Per le voci verbali il lemma di riferimento è l'infinito.
Nella pagina del lemma si trovano i significati della parola, la categoria grammaticale, l'etimo e i contesti letterari in cui compare. Ogni contesto è seguito dal titolo dell'opera e dal nome dell'autore, se conosciuto. Per i trovatori si rimanda al repertorio di Pillet e Carstens (1933), in cui ogni poeta e ciascuna lirica sono identificati da un numero progressivo (sigla BdT). Dalle pagine di opere e autori si accede a periodo di composizione, descrizione del testo, manoscritti e nota bibliografica dell'edizione da cui è tratto il glossario.
Il progetto DOC è nato e si è sviluppato senza alcun finanziamento, grazie alla dedizione di ricercatori, assegnisti, tesisti e tirocinanti delle cattedre di Informatica e di Filologia romanza: a loro va un ringraziamento particolare.
Sabrina Galano & Francesco Colace